SCENA 2.
Lei é seduta n una sedia. La luce é tenue. ha il telefono nella mano. Sono le 3 am.
Chiama. corta e chiama una altra volta. Si ascende l´altra parte dello scenario.
Lui é lí. Il suo telefono suona. Aspetta. Il telefono suona 5 volte. Lei quasi corta, ma alla fine lui risponde.
Lui: Pronto?
Lei: Ciao. Sono io.
Lui: Ciao...
Lei: Io...
Lui: Si, si. Tu...
Lei: ...
Lui: Sai che ora é?
Lei: No, ma, aspetta che ti... Scusa, deve essere tardissimo. Dormivi?
Lui: No. Come stai?
Lei: Vorrei sapere ´na cosa... e va be... sto giú, arrabiatta, confusa... Ma, sucsa, so che é tarde. Ti chiamavo perche volevo dirti qualcosa. Un qualcosa che non so come strutturare.
Lui: Ma dai, non é tanto tardi.Sai che no... Cosa vuoi dirmi?
Lei: Perché hai fatto quello? perché mi hai detto tutto ció, perché cosí? cioé, sai che non ti... perché l´hai fatto? non voglio littigare. Soltanto volevo...
Lui: Dove stai? e anche io potrei domadare perché hai fatto ció che hai fatto?
Lei: Lontano, non ti preocupare. Ti ho giá spiegato. Ti ho detto varie cose, ti ho detto che ho un casino, ma chi pensi che sono e chi sei per dirmi quello allimprovvvviso?
Lui: Non so chi sei. Pensavo che cominciavo a saper ma non lo so, mi sono stato... Ed io ho abbastanza con me stesso.
Lei: Capisco. Ma io non ti avevo chiesto di avere cura di me.
Lui: Lo so. peró io...
Lei: E so che ti ho fatto sentire bene e poi non tanto, so che pensavi che io ero un´altra, ma sono tante cose... lo so, ma quello che non capisco é perché se dicevi che stavi bene...
Lui: Lo sai perfettamente. Sai che c´é paura e sai che a volte non si sa dove si nasconde.
Lei: Ti ho fatto sentire paura.
Lui: Si.
Lei: ...
Lui: Dove sei?
Lei: Lontano.
Lui: ma stai bene?
Lei: Si, meglio.
Lui: Se hai chiamato per sentire un perdono, mi dispiace, ma non lo sentirai. Sei stata una stronza.
Lei: Non ho chiamato per sentirti dire "perdona". So che posso trovare scuse nelle rocce e che probabilemente li troveró prima lí. É soltanto che volevo saper perché sei stato cosí. Cosí codardo.
Lui: E perché pensi che ti diró? perché pensi che ho voglia di parlare con te? di seguire ascoltando?
Lei: Perche non hai... perche forse non ti dá per dire nulla. perche puó essere, non sai. E ti fa paura non sapere o ti fa piú paura sapere.
Lui: Brava! Ha parlato la profesoressa!
Lei: E va be.. Scusa, ma certamente, é tardi.
(Silenzio) Lei si alza, cammina mientre gioca con il teléfono.
Lui: Senti... Io non ho nessuna obli... Non so chi sei. Tutto é ´na merda. Avevo pensato che con te potrei...
Lei: Ma ho dovuto... dopo tutto...
Lui: Bene. Sei una sconosciuta.
Lei: Né io so chi sei.
Lui: Inoltre, dovevo farlo, dovevo dirtilo.
Lei: Ma dai, perché cosí, perché amazzare? perché farmi sentire peggio? Dai, sei forte, certo?
Lui: Non cambiare le cose. Vedi tutto come ti pare...
Lei: E, ti pare che mi ha sembrato meglio finire n una strada dopo sentire quello?
Lui: Dirai che non é vero?
Lei: Si, lo dico.
Lui: E allora... fermati.
Lei: Ma ti ho fatto male? dimmi, veramente ti ho fatto male?
Lui: Non capisci un cazzo.
Lei: Ok, é tardi. é troppo tardi. Ci sono domande che devi chiedere prima, e ci sono persone a cui non dovrei avere chiesto niente mai.
Lui: Ma,che te ne frega, comunque... Non ti ho fatto male. Le parole non brucciano.
Lei: Hai ragione.
Lui: Lo so... Solo ho detto alcune cose che veramente non...
Lei: Lascia...
Lui: Cosa?
Lei: ...
Lui: Con chi vuoi parlare?
Lei: Scusa, mi sono stata sbagliata. Pensavo che... Non é il numero corretto.
(Oscuro)
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