martedì 6 luglio 2010

NUMERO SBALGIATO. scena 2.

SCENA 2.

Lei é seduta n una sedia. La luce é tenue. ha il telefono nella mano. Sono le 3 am.

Chiama. corta e chiama una altra volta. Si ascende l´altra parte dello scenario.

Lui é lí. Il suo telefono suona. Aspetta. Il telefono suona 5 volte. Lei quasi corta, ma alla fine lui risponde.


Lui: Pronto?

Lei: Ciao. Sono io.

Lui: Ciao...

Lei: Io...

Lui: Si, si. Tu...

Lei: ...

Lui: Sai che ora é?

Lei: No, ma, aspetta che ti... Scusa, deve essere tardissimo. Dormivi?

Lui: No. Come stai?

Lei: Vorrei sapere ´na cosa... e va be... sto giú, arrabiatta, confusa... Ma, sucsa, so che é tarde. Ti chiamavo perche volevo dirti qualcosa. Un qualcosa che non so come strutturare.

Lui: Ma dai, non é tanto tardi.Sai che no... Cosa vuoi dirmi?

Lei: Perché hai fatto quello? perché mi hai detto tutto ció, perché cosí? cioé, sai che non ti... perché l´hai fatto? non voglio littigare. Soltanto volevo...

Lui: Dove stai? e anche io potrei domadare perché hai fatto ció che hai fatto?

Lei: Lontano, non ti preocupare. Ti ho giá spiegato. Ti ho detto varie cose, ti ho detto che ho un casino, ma chi pensi che sono e chi sei per dirmi quello allimprovvvviso?

Lui: Non so chi sei. Pensavo che cominciavo a saper ma non lo so, mi sono stato... Ed io ho abbastanza con me stesso.

Lei: Capisco. Ma io non ti avevo chiesto di avere cura di me.

Lui: Lo so. peró io...

Lei: E so che ti ho fatto sentire bene e poi non tanto, so che pensavi che io ero un´altra, ma sono tante cose... lo so, ma quello che non capisco é perché se dicevi che stavi bene...

Lui: Lo sai perfettamente. Sai che c´é paura e sai che a volte non si sa dove si nasconde.

Lei: Ti ho fatto sentire paura.

Lui: Si.

Lei: ...

Lui: Dove sei?

Lei: Lontano.

Lui: ma stai bene?

Lei: Si, meglio.

Lui: Se hai chiamato per sentire un perdono, mi dispiace, ma non lo sentirai. Sei stata una stronza.

Lei: Non ho chiamato per sentirti dire "perdona". So che posso trovare scuse nelle rocce e che probabilemente li troveró prima lí. É soltanto che volevo saper perché sei stato cosí. Cosí codardo.

Lui: E perché pensi che ti diró? perché pensi che ho voglia di parlare con te? di seguire ascoltando?

Lei: Perche non hai... perche forse non ti dá per dire nulla. perche puó essere, non sai. E ti fa paura non sapere o ti fa piú paura sapere.

Lui: Brava! Ha parlato la profesoressa!

Lei: E va be.. Scusa, ma certamente, é tardi.

(Silenzio) Lei si alza, cammina mientre gioca con il teléfono.

Lui: Senti... Io non ho nessuna obli... Non so chi sei. Tutto é ´na merda. Avevo pensato che con te potrei...

Lei: Ma ho dovuto... dopo tutto...

Lui: Bene. Sei una sconosciuta.

Lei: Né io so chi sei.

Lui: Inoltre, dovevo farlo, dovevo dirtilo.

Lei: Ma dai, perché cosí, perché amazzare? perché farmi sentire peggio? Dai, sei forte, certo?

Lui: Non cambiare le cose. Vedi tutto come ti pare...

Lei: E, ti pare che mi ha sembrato meglio finire n una strada dopo sentire quello?

Lui: Dirai che non é vero?

Lei: Si, lo dico.

Lui: E allora... fermati.

Lei: Ma ti ho fatto male? dimmi, veramente ti ho fatto male?

Lui: Non capisci un cazzo.

Lei: Ok, é tardi. é troppo tardi. Ci sono domande che devi chiedere prima, e ci sono persone a cui non dovrei avere chiesto niente mai.

Lui: Ma,che te ne frega, comunque... Non ti ho fatto male. Le parole non brucciano.

Lei: Hai ragione.

Lui: Lo so... Solo ho detto alcune cose che veramente non...

Lei: Lascia...

Lui: Cosa?

Lei: ...

Lui: Con chi vuoi parlare?

Lei: Scusa, mi sono stata sbagliata. Pensavo che... Non é il numero corretto.



(Oscuro)

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