SCENA 3.
Lei dorme. Il telefono suona. Lei si alza senza ascendere la luce e lo prende. Nell´altra metá dell´escena é lui. Mangia chinese food. Gioca con gli sticks. Sembra tranquilo, ma piange. Mangia e parla nello stesso tempo.
-Lei (senza svegliarse totalmente): Pronto?
-Lui: sai che sei la persona piú...
-Lei: Ma chi é?
-Lui: Sono io.
-Lei: Ah, (scende la luce) cosa vuoi?
-Lui: Dirti che... Sei una troia.
-Lei: Ah. E va be... L´hai detto.
-Lui: Sei lo peglio. Se non ti avrei conosciuto...
-Lei: E allora perché chiami ancora?
-Lui: Non lo so...
-Lei: Dai. Se non mi avresti conosciuto saresti l´uomo piú felice sulla terra, certo? Ma non e cosí... Allora, perché cavolo chiami ancora?
-Lui: Non lo so... Mi metti... Comunque, cosa vuol dire chiamarti ancora?
-Lei: Mi odi... Oppure hai qualcosa che non é... Non lo so, avevi detto che non volevi saper niente. Questo comincia a farmi paura.
-Lui: Si, lo so. Scusa per l´ora.
-Lei: Non ti preocupare. Vuoi venire a bere un caffe?
-Lui: Ma perché sei cosí? Sai cosa sucederá se vengo a bere qualcosa?
-Lei: Posso immagginare... Forse...
-Lui: Se ti vedo, dovró fare qualcosa determinante.
-Lei: Cioé?
-Lui: ...
-Lei: Come sempre...
-Lui: Scusa per chiamarti.
-Lei: Cambio il mio numero.
-Lui: Si.
-Lei: Ciao H.
-Lui: Ciao H.
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