giovedì 10 giugno 2010

una foto

Mi hanno detto... sorride, mi hanno detto. La forza non mi dá oggi, scusate.

Me han dicho que escriba. Ha sido una indicación específica por parte de la gente que me trata en estos momentos. Como no he sido nunca demasiado disciplinada para empastillarme, les advierto a ellos que sólo haré intentos de escribir. Y de hacerlo con el único sentido de que alguien lo lea. Sin publicidad, ni nada. Escribir y decir que no me importa si alguien lo lee, es como regar salsa de tomate en el congelador. cosíche scrivo.

Mi hanno detto di parlare. Ma non posso, né voglio. Voglio fermarmi e cominciare affinché sentirmi capace di dire qualcosa con un po´di senso. Affinché ricordarmi di che cosa ho fatto oggi, per essempio o ieri.

Non so piú chi scrive questa volta. Y sin embargo, lo hago.

Come poter´ parlare quando l´unico che vuoi é gridare? non trovo il posto per farlo. Non ancora. E a volte penso che sono stata cercando nei posti incoretti. E voglio andarmene da tutti e da me stessa, ma ogni notte mi trovo again. mi trovo e mi vedo persa.

Dicevo sempre che il teatro é l´unico che mi fa sentirmi veramete viva. Ma ora pensare nel teatro é anche assurdo. Sono una grande buggiarda, mi pare. E non posso fare teatro con buggie. Troppe cose da capire e soltanto una testa... amalatta.

e queste mani stanche. E questi occhi che non vogliono piangere ma lo fanno.

Mi hanno detto di tornare. Allora lo faccio. Mi hanno detto troppe cose. Ma soltanto vorrei sentire una voce.

Ci sará tempo per riuscire a fare un riasunto. Ora vedo l´origine di tutto. Mi lancio, carajo.

Buenos Aires, Argentina.

Mi hanno detto di scattare una foto. E va be... non stá per guardarla adesso.

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